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Nel novembre scorso è partita dalla città di Nantes, per diffondersi poi in molti Paesi, un’iniziativa volta a promuovere la richiesta di cittadinanza greca in segno di solidarietà con il popolo greco che sta attraversando il momento più difficile della sua storia recente. L’Associazione Piemonte-Grecia “Santorre di Santarosa” se ne fa a sua volta promotrice, nella convinzione che occorra contrastare il diffondersi in Europa - ma non solo - di un offensivo pregiudizio a danno dell’intero popolo greco, presentato senza troppi distinguo all’opinione pubblica europea come un popolo di gaudenti imbroglioni, un caso unico insomma, la pecora nera dell’Unione Europea, come viene spesso definito. Vogliamo ricordare all’Europa “che il primo seme di una democrazia diretta, fondata proprio sull’abolizione dei debiti e sull’emancipazione dei cittadini ridotti in schiavitù per indebitamento, 2500 anni fa” è fiorito in questa terra e che la storia recente della Grecia è contrassegnata da prove terribili e dal suo eroico e fulgido contributo alla sconfitta del nazifascismo, elemento fondante dell’Europa dei popoli che noi auspichiamo. Il popolo greco non ha paura di sacrifici, anche dolorosi ma equi, ma rifiuta di sottoporsi a una serie senza fine di misure tanto pesanti quanto inefficaci per colpe attribuibili in massima parte a chi ha avuto il potere economico e politico. Si sente indifeso di fronte all’inettitudine e alla mancanza di immaginazione dei massimi dirigenti politici europei, che non sanno opporsi al gioco spregiudicato dei grandi interessi finanziari, offensivo e umiliante con il suo ostentato disprezzo per le condizioni di vita di uomini e donne. Ma, soprattutto, il popolo greco sente che per l’ennesima volta gli si sta sottraendo il controllo del proprio destino, passato nelle mani di un’inflessibile triade: l’Unione Europea, egemonizzata dal “direttorio” franco-tedesco, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale Temo le cose che si fanno per me senza di me, recita uno slogan scritto sugli striscioni nelle imponenti manifestazioni di protesta. Il Paese, da cui ci separa solo un breve braccio di mare e a cui ci lega una storia millenaria, dove molti di noi trascorrono le vacanze apprezzandone l’ospitalità e la cultura, il piccolo Paese che non ha mai smesso di produrre eccellenze in molti campi dell’attività umana, questo Paese sta cambiando la sua fisionomia sociale a ritmi sempre più accelerati. Sotto il fuoco incrociato di recessione, disoccupazione, tagli allo stato sociale ed esosi e iniqui balzelli, ampie fasce di popolazione sono drammaticamente spinte al di sotto della soglia di povertà. Imprigionata in un circolo vizioso, la Grecia vive un presente che potrebbe essere il nostro futuro prossimo. “Siamo cavie di laboratorio” ci avvertono i Greci, non lasciamoli soli. La Grecia è vicina e noi “Siamo Tutti Greci”. La nostra Associazione, che porta il nome di un Piemontese andato a combattere per l’indipendenza della Grecia e che per essa morì, non può esimersi dall’esprimere solidarietà al popolo greco e dall’invitarvi a fare altrettanto, presentando all’Ambasciata greca la richiesta della doppia cittadinanza.
Signor Ambasciatore, per solidarietà con il suo Paese, il sottoscritto/a chiede personalmente di essere registrato/a tra i Greci e le Greche e di acquisire diritti e doveri della doppia cittadinanza. La ringrazio in anticipo per la Sua risposta. In fratellanza con il suo popolo.
NOME………………………………………COGNOME…………………………………………………… PAESE ………………….. PROFESSIONE / STATUS ………………………………………………………………………………….. Fate un copia/incolla di questo testo o inviate una vostra lettera personale all’Ambasciata di Grecia
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fax: 068415927 Ambasciata di Grecia, via G. Rossini 4, 00198 Roma tel. 068537551
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L'Università che vogliamo Un appello di docenti e ricercatori universitari al ministro Profumo e al Governo Monti
L'Università italiana sopravvive, difficoltosamente, in una condizione di disagio e di crescente emarginazione che ha pochi termini di confronto nella storia recente. Essa ha visto fortemente ridotte le risorse economiche per il suo funzionamento, molto prima che si manifestasse la crisi mondiale e malgrado le modeste dotazioni di partenza rispetto agli altri Paesi industrializzati. Tutti i saperi umanistici e buona parte delle scienze sociali sono da tempo sfavoriti, a beneficio di discipline che si immaginano più direttamente utili alla crescita economica, o genericamente al “Mercato”. Si tratta di una tendenza in atto da anni che ci accomuna all'Europa e a larga parte del mondo. A tutti gli insegnamenti viene richiesto di fornire un sapere utile, trasformabile in valore di mercato, altrimenti sono ritenuti economicamente non sostenibili. Perciò oggi si sta scatenando negli atenei la definizione dei “criteri di valutazione”, al fine di misurare la “produttività” scientifica degli studiosi, come si misura una qualsivoglia quantità calcolabile. Anche per questo, le Università europee sono sotto l'assedio quotidiano di un flusso continuo di disposizioni normative, che soffocano i docenti in pratiche quotidiane di interpretazioni e applicazioni quasi sempre di breve durata. Sempre minore è il tempo per gli studi e la ricerca, mentre la vita quotidiana di chi vive nelle Facoltà – docenti, studenti, personale amministrativo – è letteralmente soffocata da compiti organizzativi interni mutevoli, spesso di difficile comprensione, quasi sempre pleonastici. Noi crediamo che questo modello di Università europea, avviato con il cosiddetto “processo di Bologna” abbia rivelato il suo totale fallimento. Il numero dei laureati non è aumentato, le percentuali degli abbandoni nei primi anni sono rimaste pressoché identiche, diminuiscono le immatricolazioni, si fa sempre più ristretta l'autonomia universitaria, i saperi impartiti sono sempre più frammentati e tra di loro divisi, tecnicizzati, mai riconnessi a un progetto culturale, a un modello di società. Tutto ciò riguarda non solo il nesso saperi/mercato, ma anche il modello sociale, come è evidente alla luce dell'innalzamento delle tasse d'iscrizione, delle politiche di numero chiuso e della scelta di segmentare, alla luce di politiche classiste, il sistema universitario nazionale facendosi schermo del mito dell'eccellenza. Al fondo di questo fallimento c'è una esperienza storica recente che illumina sinistramente l'intero quadro europeo. È quello che possiamo chiamare il grandioso scacco americano. Gli USA, elaboratori del modello che l'UE ha voluto tardivamente imitare, sono il Paese che in assoluto ha investito di più nella formazione universitaria e nella ricerca, finalizzate ad accrescere la potenza economica. Ma a dispetto dell'immenso fiume di risorse e la finalizzazione spasmodica delle scienze alla produzione di brevetti e scoperte strumentali, i risultati sono stati irrisori. La grande ondata di nuovi posti di lavoro qualificati non si è verificata. Anzi, gli investimenti nel sapere hanno accompagnato un fenomeno dirompente: la distruzione della middle class. Per concludere con una apoteosi: gli USA, che hanno visto trionfare negli ultimi decenni nuove tecnoscienze come l'informatica e la genetica, hanno trascinato il mondo nella più grave crisi economico-finanziaria degli ultimi 80 anni. Questa lezione storica ci dice che il sapere tecnoscientifico, da sé, interamente finalizzato alla crescita economica e senza un progetto equo e solidale di società, privo della luce della cultura critica, è destinato a fallire. Inseguire gli USA su questa strada è aberrante. La crisi in cui versa il mondo rivela l'erroneità irrimediabile di una strategia da cui bisogna uscire al più presto. Per tale ragione, i firmatari del presente Manifesto indicano i punti programmatici cui dovrebbe ispirarsi un progetto di università che avvii la fuoriuscita dal modello liberistico di un'Europa ormai sull'orlo del collasso. Occorre al più presto abolire il fallimentare sistema del 3+2 dall'organizzazione degli studi e ripristinare i precedenti Corsi di Laurea, prevedendo lauree brevi per le Facoltà che vogliono organizzarli. Occorre abolire i crediti (i famigerati CFU) come criteri di valutazione degli esami. Il fatto che essi siano utilizzati anche nel resto d'Europa è una buona ragione per incominciare a scardinare il misero economicismo che è stato iniettato anche negli atenei del Vecchio Continente. Occorre ripensare i criteri di valutazione che riguardano i saperi umanistici. Noi crediamo giusto che l'Università resti pubblica, sostenuta da risorse pubbliche. Una condizione che implica anche un controllo – certamente mediato, ma serio, non propagandistico – del buon uso delle risorse provenienti dal contributo fiscale di tutti i cittadini. Ma tale controllo deve riguardare soprattutto i Consigli di Amministrazione degli Atenei, che devono diventare assolutamente trasparenti, con adeguata pubblicità, nelle loro scelte e nei loro bilanci. L’organo di autogoverno degli Atenei sul piano didattico e della ricerca non può essere comunque il CdA, ma il Senato Accademico, democraticamente eletto, in modo da rappresentare equamente tutte le discipline e tutte le figure di coloro che nell’Università lavorano e studiano. Occorre ripristinare la figura del ricercatore a tempo indeterminato abolita dalla legge Gelmini. Occorre immediatamente dar vita a un meccanismo di rapido reclutamento di nuovi ricercatori, con liste nazionali di idoneità, che tengano conto della produzione scientifica, dell’esperienza maturata nell’attività didattica, nell’attività gestionale, e nell’organizzazione culturale: le Facoltà dovranno poter scegliere all’interno di quelle liste e chiamare liberamente gli idonei. Ma è necessario al più presto bandire concorsi per la docenza in tutte le Facoltà. I docenti (compresi i ricercatori) italiani sono i più vecchi d'Europa e i numerosi pensionamenti hanno sguarnito gravemente tante Facoltà. Oggi si piangono ipocrite lacrime sulla disoccupazione della gioventù. Ma quale migliore occasione per il governo in carica di fornire risorse ai ricercatori senza lavoro, ai tanti giovani che passano dai dottorati ai master senza mai trovare un approdo, una istituzione in cui continuare studi e ricerche? È infine necessario spendere le energie dei docenti per riorganizzare i saperi, il loro studio e la loro trasmissione nelle Università. La complessità sempre più interrelata del mondo vivente e della società ci impone un diverso modo di studiare, ci chiede un dialogo tra le discipline, una organizzazione degli studi che non esalti la solitaria eccellenza individuale, ma la cooperazione fra campi diversi della conoscenza, così come la società ci chiede la cura collettiva dei beni comuni.
15 gennaio 2012
Piero Bevilacqua (Storia contemporanea, Sapienza, Roma) Angelo d’Orsi (Storia del pensiero politico, Università di Torino)
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Specificando disciplina e sede
Adesioni al 2 febbraio 2012 (in ordine alfabetico)
Aldo Accardo (Storia contemporanea, Università di Cagliari) Bruno Adorni (Storia dell'architettura, Università di Parma) Bruno Anatra (Storia moderna, Università di Cagliari) Bartolo Anglani (Letterature comparate, Università di Bari) Sara Antonelli (Lingue e letterature angloamericane, Università Roma Tre) Francesco Aqueci (Filosofia morale, Università di Messina) Carla Maria Amici (Rilievo e analisi tecnica dei monumenti antichi, Università del Salento) Paolo Amodio (Filosofia Morale, Università Federico II di Napoli) Ugo Andreaus (Scienza delle costruzioni, Sapienza, Università di Roma) Giovanna Angelini (Storia delle dottrine politiche, Università di Pavia) Aloisio Antinori (Storia dell'architettura, Università del Molise) David Armando (Storia moderna, Istituto per la storia del pensiero filosofico, Cnr, Napoli) Stefano Azzarà, (Storia della filosofia, Università di Urbino)
Anna Baldinetti (Storia del'Africa mediterranea e del Medio Oriente, Università di Perugia) Antonella Ballardini (Storia dell'arte medievale, Università Roma Tre) Alberto Mario Banti (Storia contemporanea, Università di Pisa) Alessandro Barbero (Storia medievale, Università del Piemonte Orientale) Marco Barbieri (Diritto del lavoro, Università di Foggia) Maria Luisa Barcellona (Biochimica, Università di Catania) Paolo Barrucci (Sociologia generale, Università di Firenze) Gianluca Bascherini (Diritto costituzionale, Sapienza, Università di Roma) Duccio Basosi (Storia delle relazioni internazionali, Università Ca’ Foscari, Venezia) Andrea Battinelli (Metodi matematici dell’economia, Università di Siena) Pasquale Beneduce (Storia del diritto medievale e moderno, Università di Cassino) Carmen Betti (Storia della pedagogia, Università di Firenze) Giovanni Bernardini (Filosofia del diritto, Università di Siena) Davide Bigalli (Storia della filosofia, Università di Milano) Paolo Biondi (Meccanica e meccanizzazione agricola, Università della Tuscia) Alberto Giovanni Biuso (Filosofia della mente e Sociologia della cultura, Università di Catania) Francesco Boldizzoni (Storia economica, Università di Torino) Francesco Paolo Bonadonna (già Scienze della Terra, Università di Pisa) Anna Maria Bondioli Bettinelli (Pedagogia, Università di Pavia) Luisa Bonesio (Estetica, Università di Pavia) Massimo Bonifazio (Letteratura tedesca, Università di Catania) Michele Borrelli (Pedagogia generale, Università della Calabria) Alberto Boschetto (Ingegneria meccanica e aerospaziale, Sapienza, Università di Roma) Francesco Bossio (Pedagogia sociale, Università della Calabria) Michelangelo Bovero (Filosofia politica, Università di Torino) Sergio Brasini (Statistica economica, Università di Bologna) Gaetano Bucci, (Diritto pubblico, Università di Bari) Romeo Bufalo (Estetica, Università della Calabria) Alberto Burgio (Storia della filosofia, Università di Bologna)
Fortunato Maria Cacciatore, (Filosofia, Università della Calabria) Giuseppe Cacciatore (Storia della filosofia, Università Federico II, Napoli) Marina Caffiero (Storia moderna, Sapienza, Università di Roma) Sergio Caldaretti (già Pianificazione territoriale, Sapienza, Università di Roma) Maria Caltabiano Caccamo, (Numismatica, Università di Messina) Elena Caliri (Storia romana, Università di Messina) Giovanna Caltagirone (Letteratura italiana contemporanea, Università di Cagliari) Antonino Campennì (Sociologia, Università della Calabria) Giuseppe Cantarano (Storia della filosofia, Università della Calabria) Michele Cangiani (Sociologia economica, Università Ca' Foscari, Venezia) Franca Canigiani (Geografia, Università di Firenze) Mario Cantilena (Letteratura greca, Università cattolica, Milano) Mario Capaldo (Slavistica, Sapienza, Università di Roma) Salvatore Carboni (Scienze della Terra, Università di Cagliari) Sandra Carillo (Matematica, Sapienza, Università di Roma) Bruno Cartosio (Storia dell’America del nord, Università di Bergamo) Alessandro Casellato (Storia contemporanea, Università Ca' Foscari, Venezia) Silvana Casmirri (Storia contemporanea, Università di Cassino) Laura Cassi (Geografia, Università di Firenze) Cristina Cassina (Storia delle dottrine politiche, Università di Pisa) Enrico Castelli Gattinara (Filosofia della scienza, Sapienza, Università di Roma) Tomaso Cavallo (Filosofia, Università di Pisa) Massimo Cecchini (Ergonomia, Università della Tuscia) Fabio Celani (Automatica, Sapienza, Università di Roma) Francesco Cerrone (Diritto costituzionale, Università di Perugia) Fulvio Cervini (Storia dell'arte medievale, Università di Firenze) Gabriele Chilosi (Agraria, Università della Tuscia) Paolo Cipolla (Lingua e letteratura greca, Università di Catania) Salvatore Cingari (Storia della dottrine politiche, Università per stranieri di Perugia) Augusto Ciuffetti (Storia economica, Università Politecnica delle Marche) Alida Clemente (Storia economica, Università delle scienze umane Niccolò Cusano, Roma) Francesca Coin (Sociologia, Università Ca’ Foscari di Venezia) Pio Colonnello (Filosofia teoretica, Università della Calabria) Antonio Comparetti (Meccanica agraria, Università di Palermo) Francesco Coniglione (Storia della filosofia, Università di Catania) Lucia Corrain (Semiotica dell'arte, Università di Bologna) Giancarlo Costabile (Storia della pedagogia, Università della Calabria) Carmela Covato (Storia della pedagogia, Università di Roma Tre) Roberto Cremonini (Biologia, Università di Pisa) Ines Crispini (Filosofia morale, Università della Calabria) Ilaria Crotti (Letteratura italiana contemporanea, Università Ca' Foscari, Venezia) Valter Curzi (Storia dell’arte moderna, Sapienza, Università di Roma) Domenico Antonio Cusato (Lingua e letterature ispano-americane, Università di Catania)
Chiara D’Auria (Storia contemporanea, Università di Salerno) Marisa Dalai Emiliani (Storia dell'arte, Sapienza, Università di Roma) Giuseppe de Felice (Fluidodinamica, Università di Napoli) Francesco De Sio Lazzari (già Storia delle Religioni, L’Orientale, Università di Napoli) Lidia Decandia (Tecnica e pianificazione urbanistica, Università di Sassari) Federico Della Valle (Fisica, Università di Trieste) Maria Concetta Dentoni, (già Storia contemporanea, Università di Cagliari) Francesco Di Battista (Economia, Università di Bari) Arnaldo Di Benedetto (già Letteratura italiana, Università di Torino) Piero Nicola Di Girolamo (Storia contemporanea, Università di Teramo) Antonio Di Grado (Letteratura italiana, Università di Catania) Paola Di Mascio (Ingegneria civile, Sapienza, Università di Roma) Alessandra Dino (Sociologia giuridica, Università di Palermo) Mario Domenichelli (Letterature comparate, Università di Firenze) Maria Grazia Dongu (Letteratura inglese, Università di Cagliari)
Maria Giuseppina Eboli (Economia pubblica, Sapienza, Università di Roma) Enrico Euli (Didattica e pedagogia speciale, Università di Cagliari)
Monica Farnetti (Letteratura italiana, Università di Sassari) Ferdinando Fasce (Storia dell’America del nord, Università di Genova) Vilma Fasoli (Storia dell’architettura, Politecnico di Torino) Venera Fasone (Zootecnica speciale, Università Mediterranea, Reggio Calabria) Pasquale Favia (Archeologia medievale, Università di Foggia) Paolo Favilli (Storia contemporanea, Università di Genova) Bernardo Favini (Fluidodinamica, Sapienza, Università di Roma) Luigi Ferrajoli (Filosofia del diritto, Università di Roma Tre) Carlo Ferrari (Botanica ambientale e applicata, Università di Bologna) Pierfrancesco Fiorato (Filosofia morale, Università di Sassari) Marco Fincardi (Storia contemporanea, Università Ca' Foscari, Venezia) Roberto Finelli (Storia della filosofia, Università Roma Tre) Mario Fiorentini, (Istituzioni di diritto romano, Università di Trieste) Vittorio Frajese (Storia moderna, Sapienza, Università di Roma) Manuela Frediani (Biologia, Università della Tuscia) Fabio Frosini (Storia della filosofia, Università di Urbino) Maria Giovanna Fusco (Lingua e letteratura inglese, L’Orientale, Università di Napoli)
Daniella Gambini (Scienze del linguaggio, Università per stranieri di Perugia) Francesco Garbati Pegna (Meccanizzazione agricola tropicale, Università di Firenze) Gianmarco Gaspari (Letteratura italiana, Università dell'Insubria) Veronica Gavagna (Storia della matematica, Università di Salerno) Giuseppe Gembillo (Storia e filosofia della complessità, Università di Messina) Adriana Giangrande (Zoologia, Università del Salento) Aldo Giannuli (Storia contemporanea, Università di Milano) Paul Ginsborg (Storia dell’Europa contemporanea, Università di Firenze) Giorgio Giraudi (Scienza politica, Università della Calabria) Silvio Gambino (Diritto pubblico comparato, Università della Calabria) Alessandra Giannelli (Geografia, Università di Bari) Roberto Gigliucci (Letteratura italiana, Sapienza, Università di Roma) Giuseppe Giordano (Storia della filosofia, Università di Messina) Veronica Giordano (Ingegneria meccanica e aerospaziale, Sapienza, Università di Roma) Maria Elena Giusti (Antropologia culturale, Università di Firenze) Elisabetta Grande (Diritto privato comparato, Università del Piemonte Orientale) Maria Flavia Gravina (Ecologia, Università di Roma Tor Vergata) Tommaso Greco (Filosofia del diritto, Università di Pisa) Giuliana Gregorio (Storia della filosofia, Università di Messina) Luciano Gualandri (Geometria, Università di Bologna) Adalgisa Guglielmino (Entomologia, Università della Tuscia)
Laura Iamurri (Storia dell'arte contemporanea, Università Roma Tre) Augusto Illuminati (già Storia della filosofia, Università di Urbino) Mario Isnenghi (già Storia contemporanea, Università di Venezia) Donatella Izzo (Letteratura angloamericana, L’Orientale, Università di Napoli)
Amalìa Kolonia (già Lingua neogreca, Università di Milano).
Gioacchino Francesco La Torre (Archeologia classica, Università di Messina) Vincenzo Lavenia (Storia moderna, Università di Macerata) Cristina Lavinio (Linguistica educativa, Università di Cagliari) Giacomo Lenzi (Matematica, Università di Salerno) Francesco Leoncini (già Storia dei paesi slavi, Università Ca' Foscari, Venezia) Antonio Leone (Tecnica e pianificazione urbanistica, Università della Tuscia) Orazio Licciardello (Psicologia sociale, Università di Catania) Guido Liguori (Storia delle dottrine politiche, Università della Calabria) Donato Antonio Limone (Informatica giuridica, Sapienza, Università di Roma) Claudio Longo (già Botanica, Università di Milano) Ada Lonni (Storia contemporanea, Università di Torino) Marinella Lorinczi (Lingua e letteratura romena, Università di Cagliari) Domenico Losurdo (Storia della filosofia, Università di Urbino)
Romano Madera (Filosofia morale, Università di Milano Bicocca) Riccardo Maisano (Letteratura cristiana antica, L'Orientale, Università di Napoli) Adelisa Malena (Storia moderna, Università Ca' Foscari, Venezia) Carlo Mambriani (Storia dell'architettura, Università di Parma) Rosario Mangiameli (Storia contemporanea, Università di Catania) Patrizia Manili (Didattica della lingua italiana, Università per stranieri di Perugia) Fabio Marcelli, (Istituto di studi giuridici internazionali, Cnr, Roma) Maria Rosaria Marella (Diritto privato, Università di Perugia) Giorgio Mariani (Letteratura americana, Sapienza, Università di Roma) Giovanni Marini (Diritto privato comparato, Università di Perugia) Giuseppe Carlo Marino (Storia contemporanea, Università di Palermo) Giacomo Marramao (Filosofia teoretica, Università di Roma Tre) Paola Marsocci (Diritto costituzionale, Sapienza, Università di Roma) Luigi Mascilli Migliorini (Storia moderna, L'Orientale, Università di Napoli) Armando Mascolo (Filosofia, Istituto per la storia del pensiero filosofico, Cnr, Napoli) Ugo Mattei (Diritto civile, Università di Torino) Franco Medici (Ingegneria chimica, Sapienza, Università di Roma) Antonio Melis (Letterature ispanoamericane, Università di Siena) Maria Grazia Meriggi (Storia contemporanea, Università di Bergamo) Fabiano Miceli (Scienze agrarie, Università di Udine) Renato Miceli (Psicometria, Università della Valle d'Aosta) Camilla Miglio (Letteratura tedesca, Sapienza, Università di Roma) Fabio Minazzi (Filosofia teoretica, Università dell’Insubria) Laura Mitarotondo (Storia delle dottrine politiche, Università di Bari) Giuliana Mocchi (Storia della filosofia, Università della Calabria) Carlo Mongardini (emerito, Scienza politica, Sapienza, Università di Roma) Giuseppe Monsagrati (Storia contemporanea, Sapienza , Università di Roma e Roma Tre) Rosanna Morabito (Lingua e letteratura serba e croata, L'Orientale, Università di Napoli) Sergio Morra (Psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Università di Genova) Fabio Mostaccio (Sociologia economica, Università di Messina) Paolo Mottana (Filosofia dell'educazione, Università di Milano Bicocca)
Pier Daniele Napolitani (Storia della matematica, Università di Pisa) Claudio Natoli (Storia contemporanea, Università di Cagliari) Demetrio Neri (Bioetica, Università di Messina) Silvia Niccolai (Diritto costituzionale, Università di Cagliari) Giuseppe Martino Nicoletti (Merceologia e Tecnologie energetiche e ambientali, Università di Foggia) Isabella Nicotera (Chimica, Università della Calabria) Tiziana Noce (Storia contemporanea, Università della Calabria) Walter Nocito (Diritto pubblico, Università della Calabria)
Roberto Onofrio (Fisica, Università di Padova) Silvia Orlandi (Epigrafia latina, Sapienza, Università di Roma)
Sergio Pace (Storia dell’architettura, Politecnico di Torino) Marina Paladini Musitelli (Letteratura italiana, Università di Trieste) Marco Palma (Paleografia latina, Università di Cassino) Maria Carla Papini (Letteratura italiana moderna e contemporanea, Università di Firenze) Ferdinando Pappalardo (Letterature comparate, Università di Bari) Ercole Giap Parini (Sociologia generale, Università della Calabria) Luca Parisoli (Storia della filosofia medievale, Università della Calabria) Rossano Pazzagli (Storia contemporanea, Università del Molise) Santo Peli (Storia contemporanea,Università di Padova) Ernestina Pellegrini (Letterature comparate, Università di Firenze) Enrico Perilli, (Psicologia dinamica, Università dell'Aquila) Tonino Perna (Sociologia economica, Università di Messina) Raffaele Perrelli (Filologia latina, Università della Calabria) Gemma Persico (Letteratura inglese, Università di Catania) Carla Perugini (Letteratura spagnola, Università di Salerno) Rolf Petri (Storia contemporanea, Università Ca' Foscari, Venezia) Armando Petrini (Discipline dello spettacolo, Università di Torino) Francesco Petrini (Storia delle relazioni internazionali, Università di Padova) Fulvio Pezzarossa (Sociologia della letteratura, Università di Bologna) Paolo Pezzino (Storia contemporanea, Università di Pisa) Giuseppe Pezzino (Filosofia morale, Università di Catania) Leonardo Pica Ciamarra (Filosofia, Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico, Cnr, Napoli) Luigi Piccioni (Storia economica, Università della Calabria) Valeria Pinto (Filosofia teoretica, Università Federico II di Napoli) Franco Piperno (Didattica dell'astronomia, Università della Calabria) Francesco Pitocco (già Storia moderna, Sapienza, Università di Roma) Sandra Plastina (Storia della filosofia moderna, Università della Calabria) Sante Polica (Antichità e istituzioni medievali, Università di Roma Tor Vergata) Filippomaria Pontani (Filologia classica, Università Ca’ Foscari, Venezia) Alberto Preti (Storia contemporanea, Università di Bologna) Adriano Prosperi (Storia moderna, Scuola normale superiore di Pisa) Teresa Pullano, (Scienze politiche, ULB Bruxelles) Fernando Puzzo (Diritto costituzionale, Università della Calabria)
Giuseppe Raciti (Filosofia teoretica, Università di Catania) Giovanni Raffaele (Storia moderna, Università di Messina) Paolo Ramazzotti (Politica economica, Università di Macerata) Andrea Rasola (Scienze biomediche, Università di Padova) Marcella Renis (Biochimica clinica e Biologia molecolare clinica, Università di Catania) Venanzio Raspa (Filosofia teoretica, Università di Urbino) Giorgio Repetto (Istituzioni di diritto pubblico, Università di Perugia) Gianni Riccamboni (Scienza politica, Università di Padova) Francesco Riccobono (Teoria generale del diritto, Università di Napoli Federico II) Cecilia Ricci (Storia ed epigrafia romana, Università del Molise) Ricciarda Ricorda (Letteratura italiana, Università Ca’ Foscari, Venezia) Paolo Ridola (Diritto pubblico comparato, Sapienza, Università di Roma) Simona Rinaldi (Museologia, Università della Tuscia) Sandro Rinauro (Storia contemporanea, Università di Milano) Giunio Rizzelli (Diritto romano, Università di Foggia) Onofrio Romano (Sociologia dei processi culturali, Università di Bari) Maria Vita Romeo (Filosofia morale, Università di Catania) Emanuela Rossi (Antropologia culturale, Università di Firenze) Mario Giuseppe Rossi (già Storia contemporanea, Università di Firenze) Massimiliano Rossi (Storia della critica d'arte, Università del Salento) Maria Pia Rossignani (Archeologia classica, Università Cattolica, Milano) Monica Ruffini Castiglione (Botanica, Università di Pisa) Michela Rusi (Letteratura italiana, Università Ca' Foscari, Venezia) Emanuele Russo (Psicologia sociale, Università di Urbino)
Fulvio Salimbeni (Storia contemporanea, Università di Udine) Edorado Salzano (già Urbanistica, IUAV Venezia) Manuela Sanna (Filosofia, Istituto per la storia del pensiero filosofico, Cnr, Napoli) Teresa Sardella (Storia del cristianesimo antico, Università di Catania) Maria Michela Sassi (Storia della filosofia antica, Università di Pisa) Donatella Savio (Pedagogia, Università di Pavia) Luca Scacchi (Psicologia sociale, Università della Valle d’Aosta) Enzo Scandurra (Pianificazione urbanistica, Sapienza, Università di Roma) Fabio Scarabotti (Analisi matematica, Sapienza, Università di Roma) Laura Scichilone (Storia delle relazioni internazionali, Università di Siena) Giovanni Scirocco (Storia contemporanea, Università di Bergamo) Alessia Scognamiglio (Filosofia, Istituto per la storia del pensiero filosofico, Cnr, Napoli) Attilio Scuderi (Letterature comparate, Università di Catania) Giuseppe Sergi (Storia medievale, Università di Torino) Rocco Servidio (Psicologia, Università della Calabria) Cristina Simone (Economia e gestione delle imprese, Sapienza, Università di Roma) Concetta Sipione (Filologia germanica, Università di Catania) Alberto Sobrero (Antropologia, Sapienza, Università di Roma) Alessandro Somma (Diritto comparato, Università di Ferrara) Gianluca Soricelli, (Storia romana, Università del Molise) Lucinia Speciale (Storia della miniatura, Università del Salento) Franco Storelli (Architettura tecnica, Sapienza, Università di Roma) Nico Stringa (Storia dell'arte contemporanea, Università Ca' Foscari, Venezia) Silvio Suppa (Storia delle dottrine politiche, Università di Bari)
Giorgio Tassinari (Statistica economica, Università di Bologna) Loredana Teresi (Filologia germanica, Università di Palermo) Mario Tesini (Storia delle dottrine politiche, Università di Parma) Fausto Carlo Testa (Storia dell'architettura. Politecnico di Milano) Edoardo Tortorici (Topografia antica, Università di Catania) Mario Tosti (Storia moderna, Università di Perugia) Giuseppe Traina (Letteratura italiana, Università di Catania) Nicola Tranfaglia (emerito, Storia dell’Europa, Università di Torino) Olga Tribulato (Storia della lingua greca, Università Ca’ Foscari, Venezia) Francesco Saverio Trincia (Filosofia morale, Sapienza, Università di Roma) Bruno Tripodi (Storia greca, Università di Messina) Antonio Trudu (Discipline musicologiche, Università di Cagliari)
Antonella Valenti (Didattica e pedagogia speciale, Università della Calabria) Gianni Venturi (già Letteratura italiana, Università di Firenze. Presidente Istituto di studi rinascimentali di Ferrara) Rita Verdirame (Letteratura italiana, Università di Catania) Stefano Vidoli (Scienza delle costruzioni, Sapienza, Università di Roma) Aurora Vimercati (Diritto del lavoro, Università di Bari) Giovanna Vingelli (Sociologia generale, Università della Calabria) Cinzia Vismara (Archeologia classica, Università di Cassino) Adriano Vinale (Storia delle dottrine politiche, Università di Salerno) Ermanno Vitale (Filosofia politica, Università della Valle d’Aosta) Pasquale Voza (Letteratura italiana, Università di Bari)
Stuart Joseph Woolf (emerito, Storia contemporanea, Università Ca’ Foscari, Venezia)
Filippo Zerilli (Antropologia culturale, Università di Cagliari) Antonio Zollino (Letteratura italiana contemporanea, Università Cattolica di Milano)
Istituti, fondazioni ed enti di ricerca Istituto di studi, ricerche e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, Roma – www.bianchibandinelli.it
Precari della ricerca
Cristina Accornero Marco Albeltaro Luigi Ambrosi (dottore di ricerca in Storia contemporanea, Sapienza, Università di Roma) Giuseppe Aragno (Storia contemporanea, Università Federico II, Napoli) Emiliano Arena (dottore di ricerca in Storia antica, Università di Messina) Paolo Barcella (Storia contemporanea, Università di Bergamo) Vincenzo Bavaro, (dottore di ricerca in Letteratura americana, Sapienza, Università di Roma. Docente presso NTK Academic Group, Hong Kong) Nicolangelo Becce( dottore di ricerca in Letterature comparate, Università L’Orientale di Napoli) Dario Bevilacqua Arianna Bianchi (dottoranda in Storia della filosofia, Università degli Studi di Milano) Luisa Bianco (dottoranda in Storia contemporanea, Sapienza, Università di Roma) Chiara Bolognese (Letteratura Ispanoamericana, Universitat Autònoma de Barcelona) Francesca Bua (assegnista di ricerca in Architettura, Università di Sassari) Costanza Calabretta (dottoranda in Storia contemporanea, Sapienza, Università di Roma) Daniela Camacci Serena Casu Francesca Chiarotto (dottoressa di ricerca in Studi politici, Università di Torino) Livio Ciappetta (dottore di ricerca in Storia moderna, Sapienza, Università di Roma) Antonello Ciervo (assegnista di ricerca in Diritto pubblico, Università di Perugia) Danilo Corradi (dottorando in Storia contemporanea, Sapienza, Università di Roma) Mario De Prospo (dottore di ricerca in Storia contemporanea, Università Federico II, Napoli) Marco Di Maggio (dottore di ricerca in Storia contemporanea, Sapienza, Università di Roma) Maurizio Di Masi (dottorando in Diritto privato e nuove tecnologie, Università di Bari) Eleonora Forenza Federico Gobbo (Storia e filosofia dell'informatica, Università dell'Insubria/Nanjing University, China) Luca Gorgolini (assegnista di ricerca, Università di Bologna, Polo di Rimini) Luciano Governali, (dottore in storia contemporanea, Sapienza, Università di Roma) Alexander Hobel (precario della ricerca, Università di Napoli) Jole Silvia Imbornone (dottore di ricerca in Italianistica, Università di Bari) Silvia Lelli (docente a contratto e assegnista di Antropologia,Università di Firenze) Stefano Lentini (assegnista di ricerca in Scienze della formazione, Università di Catania) Saverio Luzzi (dottore di ricerca in Storia contemporanea) Chiara Meta (dottore di ricerca in Scienze della formazione, cultrice delle materia di Storia della pedagogia, Università Roma Tre) Tiziana Mezzi (docente a contratto in Storia del teatro inglese, Università del Salento) Andrea Miccichè (assegnista di ricerca in Storia contemporanea, Università di Catania) Iolanda Nagliati (dottoranda, Università di Ferrara) Fabrizio Nunnari (dottorando in Storia dell’Europa, Università del Molise) Maria Panetta, (dottoressa di ricerca in Italianistica, docente a contratto di Storia dell'editoria, cultrice della materia di Letteratura italiana, Sapienza, Università di Roma) Monica Pasquino Salvatore Perri (dottore di ricerca in Economia applicata presso l'Università della Calabria e master in Economia Politica presso la University of Southampton) Stefano Petrungaro (Sued-ost Institut, Ratisbona) Chiara Maria Pulvirenti, (dottoranda in Storia contemporanea, Università di Catania) Andrea Ricciardi (dottore di ricerca e assegnista in Storia Contemporanea, Università degli Studi di Milano) Maria Saveria Ruga (dottoranda di ricerca, Università di Pisa) Vito Santoro, (Letteratura italiana, Università di Bari) Sara Sappino, (Storia delle relazioni internazionali, Sapienza, Università di Roma) Giovanna Savant (dottoressa di ricerca in Studi politici, Università di Torino) Giambattista Scirè (Storia contemporanea, Università di Firenze) Francesco Spagna (docente a contratto di Antropologia culturale, Università di Padova) Gregorio Sorgonà (dottore di ricerca in Storia dell’Europa mediterranea, Università di Messina) Clio Spucches (dottoranda di letteratura francese, Università di Pisa) Graziella Travaglini (docente a contratto di Estetica e assegnista di ricerca, Università di Urbino) Lorenzo Verdirosi (dottorando in Storia contemporanea, Sapienza, Università di Roma)
Altre adesioni
Guido Allegrezza Federica Arbuatti Natalie Bardey Marina Battisti (archeologa) Giuliano Cannata (ingegnere, saggista, ambientalista) Gian Piero Cesario, (portavoce esecutivo nazionale Fgci e studente della facoltà di Scienze politiche, Sapienza, Università di Roma) Alessandro Cocuzza Gaetano Contestabile (Responsabile gestione e sviluppo sistemi di posta elettronica dell'Università degli Studi di Foggia) Riccardo Mario Corato (esperto di comunicazione internazionale e di programmi educativi multimediali) Michele De Girolamo (Ufficio Scolastico Territoriale di Foggia) Tullio De Santis Stefania Fagiolo Antonio Germani (musicista e studente) Sante Giordani (impiegato, Università di Firenze) Umberto Guidoni (astronauta, responsabile Scuola e Università Sel) Mino Massimei (studente) Francesca Naccarati Enrica Paccoi Mariarita Peca (Associazione Medici per i Diritti Umani) Ilaria Pellegrini Filomena Perna (Ufficio relazioni con il pubblico, Università di Foggia) Valeria Puccini (Università di Foggia) Barbara Scalise (mediatrice linguistico-culturale, Roma) Veronica Stasio Federica Stelli Francesca Vigo Gianni Zagato (Sel) |
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APPELLO ALLA CITTADINANZA E AI VISITATORI A RISCHIO L’ATTIVITÀ DEL MUSEO |
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Il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà dal 2003 svolge un’opera essenziale per comunicare e diffondere la memoria della storia e dei valori della Resistenza e della Deportazione, collegandola e mantenendola viva in raccordo con la perenne vicenda dei Diritti e delle Libertà fondamentali della persona. Il Museo ha tenuto a disposizione della Cittadinanza e particolarmente degli studenti delle scuole un allestimento permanente e ha organizzato trentacinque mostre temporanee, attività educative, rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli. La collaborazione con le scuole è stata di particolare importanza e il Museo intende sviluppare e incrementare le sue iniziative di natura educativa. Il Museo ha fino ad ora vissuto del contributo in servizi assicurato dal Comune di Torino, nonché delle quote annuali erogate in qualità di Soci fondatori dallo stesso Comune, dalla Provincia di Torino e dalla Regione Piemonte; ha potuto inoltre avvalersi del generoso sostegno delle Fondazioni di origine bancaria, in particolare della Compagnia di San Paolo. Nell’attuale periodo di grave crisi, il contributo degli enti locali e territoriali non è più assicurato e si profila il rischio della cessazione della attività del Museo. Si tratterebbe di un fatto gravissimo, carico di significati culturali, storici, politici. Fedele alla sua missione e alla sua ragion d’essere il Museo ha sempre agito tenendo strettamente legati la memoria e la documentazione di un passato tragico e glorioso e l’attenzione agli sviluppi problematici attuali dei diritti e delle libertà, in Italia, in Europa, nel Mondo. La precaria condizione economica del Museo e le conseguenze che essa ha sulla sua attività rendono necessario informarne la Cittadinanza e chiedere a tutti un contributo economico: un gesto che non sarebbe di sola generosità per una Istituzione culturale importante, ma anche di presa di posizione culturale. I contributi possono essere inviati con bonifico bancario intestato a: Associazione Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà - Banca Prossima - IBAN IT80 Q033 5901 6001 0000 0019 375, con causale “Sostegno al Museo Diffuso”. Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci.
Vladimiro Zagrebelsky Presidente del Comitato
Gianmaria Ajani Scientifico Presidente del Museo
ASSOCIAZIONE MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, DELLA DEPORTAZIONE, DELLA GUERRA, DEI DIRITTI E DELLA LIBERTÀ CORSO VALDOCCO 4A 10122 TORINO - TEL. +39 011 4420786; FAX 011 4420790 E-MAIL:
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WWW.MUSEODIFFUSOTORINO.IT C.F. 97677210011 – P. IVA 09438720014
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Il Direttivo ANAI Piemonte e Valle d'Aosta --- Cari presidenti, poiché la data del 12-13-14 ottobre si sta avvicinando, è fondamentale stringere i tempi per la definizione del programma della manifestazione ‘ … e poi non rimase nessuno’, dedicata ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica (e di chi tiene i cordoni della borsa) sulla crisi degli Istituti archivistici e soprattutto degli archivisti (strutturati e non) minacciati di estinzione. La manifestazione è promossa dall’ANAI in collaborazione con le associazioni degli storici modernisti e contemporaneisti (SISEM e SISSCO), con l’aiuto di vari Archivi di Stato, Soprintendenze archivistiche, Istituti culturali che conservano e valorizzano archivi, Enti Locali, Associazioni e con Istituti scolastici. Chiediamo a tutte le Sezioni (presidenti, componenti il direttivo, soci attivi, tutti quanti abbiano a cuore la sorte del lavoro archivistico e del patrimonio archivistico nazionale) di mobilitarsi per organizzare in ogni sede possibile iniziative di informazione sulla situazione degli archivi, degli archivisti e/o di illustrazione e valorizzazione della documentazione custodita. L’obiettivo è quello di richiamare l’attenzione sugli archivi e sul lavoro degli archivisti attraverso eventi di vario tipo · conferenza di un personaggio noto (non necessariamente uno storico, ma un giornalista, un medico, un magistrato, un architetto, un attore, uno scrittore, un meteorologo, uno studioso del paesaggio…) che racconta l’importanza dell’archivio nel suo lavoro;
· intervento di uno storico che spieghi come l’importanza dell’esplorazione degli archivi per permettere la ricostruzione e la lettura del passato;
· uno studioso di tradizioni locali;
· dibattito su come potere affrontare la situazione di crisi nella quale ci troviamo;
· lettura pubblica di documenti;
· apertura al pubblico (anche fuori orario: notte bianca degli archivi) per permettere anche a chi non conosce l’archivio di visitarlo e di scoprirne il valore;
· happening realizzato da studenti (es: consegna dell’archivio ai fantasmi, perché gli archivisti sono in via di estinzione);
· tutto quanto la nostra creatività è capace di proporre.
Quello che si vorrebbe riuscire a fare percepire è anche la coralità delle situazioni e delle voci che l’archivio rappresenta: per questo le sedi in cui si potranno svolgere gli eventi, distribuiti in una “ tre giorni dell’orgoglio archivistico” potranno essere: · archivi di Stato;
· archivi di enti pubblici;
· archivi scolastici;
· archivi privati;
· archivi di istituti culturali;
· ogni archivio in cui un archivista riesce a organizzare un evento.
Imperativo è riuscire a fare percepire il rischio che rappresenta per una comunità la perdita degli archivi nella loro duplice funzione di luoghi di conservazione della memoria e custodi della tutela di diritti collettivi e individuali: anche chi non frequenta l’archivio è tutelato dal fatto che un archivio esiste e funziona. In questa chiave la manifestazione vuole essere un momento di partecipazione attiva per gli archivisti libero professionisti, un’occasione per porre in evidenza la delicatezza della situazione nella quale si trovano dopo decenni di formazione e lavoro qualificato, di eccezionale acquisizione di competenze che rischiano di venire in breve tempo vanificati. A questo punto, per dare la maggiore visibilità possibile alla iniziativa e sviluppare le necessarie attività di comunicazione, è indispensabile costruire al più presto un calendario degli appuntamenti che saremo in grado di organizzare. Chiediamo perciò a tutti di farci pervenire al più presto l’indicazione delle iniziative via via promosse indicando con precisione: · Luogo (con indirizzo completo)
· Ora
· Titolo
· Chi partecipa (anche solo un nome e la qualifica, l’elenco potrà essere completato in seguito)
· In che cosa consiste (se occorre)
Nel caso abbiate necessità di sostegno organizzativo potete fare riferimento alla Segreteria ANAI e/o potete contattare l’Archivio di Stato o la Soprintendenza di riferimento proponendo la vostra collaborazione. Gli storici della SISEM hanno dato disponibilità per coprire con interventi di loro soci gli Archivi di stato di Napoli, Bologna, Perugia, Venezia o Padova, Torino, Firenze, Trieste, Foggia o Bari e che altri loro colleghi possono mobilitarsi per Milano (Carlo Capra), Roma (Maria Antonietta Visceglia, già presidente SISEM) o ancora Venezia (la recente scoperta archivistica di Renata Segre su Giorgione). Per quanto riguarda gli Archivi, a Torino stiamo organizzando una tavola rotonda presso l’Archivio di Stato giovedì 13 ottobre alle ore 17 con testimonianze di medici, storici, ingegneri, educatori ecc. che hanno trovato negli archivi (e negli archivisti) i tesori che speravano. Un liceo ci ha proposto di intervenire con insegnanti e studenti travestiti da fantasmi per prendere in consegna gli archivi data l'estinzione degli archivisti. Hanno inoltre già dato disponibilità a partecipare all’iniziatival’Archivio di Stato di Milano (dott.ssa Bertini e dott. Liva)l’Archivio di Stato di Roma (dott. Lo Sardo).Il Direttivo ANAI ______________________________________ ANAI - Sezione Piemonte e Valle d’Aostac/o Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta via S. Chiara, 40/H, 10122 Torino cell. 346.6916943
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