Historia Magistra

Historia Magistra nasce nella primavera 2009, sulla base dell’esperienza dell’attività svolta dall’Associazione per il Diritto alla Storia, da cui prende il nome, costituitasi presso l’Università di Torino fin dall’anno 2000, su impulso di un gruppo di studenti, sotto la presidenza di Angelo d’Orsi, ora direttore della testata.

La rivista ha un profilo teorico preciso che si può riassumere in tre punti:
1) la Storia costituisce un diritto fondamentale per tutti gli esseri umani;
2) la Storia è una scienza il cui compito è assicurare la conoscenza dei fatti di cui si occupa;
3) la Storia non è una disciplina fra le altre, ma è il binario su cui tutte si muovono, il “faro che illumina ogni nostra conoscenza”, per dirla con Karl Marx.

Historia Magistra intende davvero essere un luogo di elaborazione di sapere critico, del quale la scienza storica sia il sottofondo, ma che si esplichi lungo tutte le direttrici possibili della ricerca volta a produrre conoscenza, in ogni sua forma. Rivista “schierata” a difesa della Storia e del suo diritto/dovere di ricercare la verità; ma anche a difesa di valori ritenuti imprescindibili, valori morali, civili, politici, oltre che culturali: uguaglianza, giustizia, pace. Una Storia non ridotta a opinione, una Storia non violentata dagli abusi politici ma che non teme di misurarsi con gli usi pubblici, in ogni situazione, e che rivendica con forza il proprio ruolo scientifico e, insieme, civile.

Contributi

Tutti i testi che giungeranno alla redazione (tramite l’email segreteria@historiamagistra.it o la pagina Proponi un articolo), concordati o meno, saranno sottoposti oltre che al giudizio della direzione, al vaglio della redazione, consultando, a seconda delle tematiche e dei metodi impiegati, i membri del comitato scientifico, ma facendo altresì ricorso, per gli articoli più impegnativi, a referees esterni.
I saggi verranno valutati, infatti, con un processo di peer reviewing, in cui esperti italiani e stranieri esprimeranno i loro giudizi in modo anonimo e imparziale, secondo il sistema del double blind, in cui gli autori non conoscono l’identità dei referees, e viceversa. I giudizi espressi, positivi (articoli accettati), negativi (rifiutati), o problematici (articoli di cui si chiedono modifiche o integrazioni), verranno comunque trasmessi agli autori.