Historia Magistra N. 24/2017 – Battaglie culturali e scorciatoie giudiziarie. Come si combatte il fascismo

Sulla copertina del fascicolo n. 24 il titolo “Battaglia culturale e scorciatoie giudiziarie: come si combatte il fascismo”, si riferisce all’articolo di Gianpasquale Santomassimo, nella rubrica “In Corsivo”, che interviene su una recente proposta di legge volta a punire l’apologia e la propaganda di immagini o di contenuti propri del regime fascista e nazifascista e si interroga sull’opportunità di una simile norma e sulle conseguenze pericolose confliggenti con alcune fondamentali garanzie costituzionali. Il fascicolo si apre con l’“Editoriale” di Carmen Betti dedicato al cinquantenario della morte di Don Lorenzo Milani. L’autrice mette in luce come le numerose rievocazioni siano state un’occasione per far rimbalzare luoghi comuni sulle testate giornalistiche che distorcono l’autentico messaggio del prete di Barbania. Gli usi e le riflessioni riguardanti i lemmi laicità e secolarizzazione sono il tema dell’articolo di Ilaria Biano per la rubrica “Lessico”.

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La vicenda Moro nella storia della Repubblica – Roma 21 maggio 2018

Nel 40° anniversario del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro, e all’indomani della conclusione dei lavori della seconda Commissione parlamentare d’inchiesta su tale vicenda, accolti dalla quasi totale indifferenza di mass media e opinione pubblica, la redazione romana di HISTORIA MAGISTRA, in collaborazione con il Dottorato di Storia e Scienze filosofico-sociali dell’Università di Roma Tor Vergata, promuove un seminario di studi dal titolo La vicenda Moro nella storia della Repubblica.

Parliamo di “vicenda” e non di “caso Moro” poiché riteniamo utile non limitarci ad affrontare la storia dei 55 giorni del rapimento con tutte le sue zone d’ombra, ma porre al centro una più ampia vicenda storico-politica. Quest’ultima ha il suo quadro di riferimento nella particolare posizione dell’Italia all’interno degli equilibri della guerra fredda e del mondo bipolare, con tutte le limitazioni e le rigidità che essa comportava. In tale quadro la politica di Moro, a partire dai primi anni Sessanta e dall’esperienza del centro-sinistra, sembra introdurre alcuni elementi “anomali”, che creano qualche preoccupazione nello schieramento atlantico. La successiva “strategia dell’attenzione” verso il Partito comunista, impegnato a sua volta in una più chiara affermazione di autonomia rispetto all’Unione Sovietica, e l’apertura del dialogo con Enrico Berlinguer appaiono gli sviluppi naturali di tale impostazione.

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